Dall’aula all’emergenza: acquisizione e consolidamento delle conoscenze a seguito di un corso di formazione BLSD basato sulla simulazione e condotto da infermieri nelle scuole secondarie
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Autori
Introduzione: l’arresto cardiaco extraospedaliero (OHCA) rimane una delle principali sfide per la salute pubblica, in cui la rianimazione cardiopolmonare (RCP) precoce e l’uso del defibrillatore automatico esterno (DAE) sono fattori determinanti per la sopravvivenza. Nonostante le raccomandazioni internazionali che promuovono la formazione in materia di supporto vitale di base e defibrillazione (BLSD) nelle scuole, la formazione in primo soccorso non è sistematicamente implementata nell’istruzione secondaria italiana. Questo studio ha valutato l’efficacia di un programma di formazione BLSD basato sulla simulazione e condotto da infermieri nel migliorare le conoscenze teoriche e la ritenzione a medio termine tra gli studenti delle scuole superiori.
Materiali e Metodi: un totale di 430 studenti dell’ultimo anno hanno frequentato un corso BLSD basato sulle linee guida dell’Italian Resuscitation Council (IRC), comprendente lezioni interattive, simulazioni realistiche e debriefing strutturato. Le conoscenze sono state valutate utilizzando un questionario standardizzato di 20 domande somministrato prima della formazione (T0), immediatamente dopo la formazione (T1) e quattro mesi dopo senza preavviso (T2).
Risultati: la media delle risposte corrette è aumentata dal 42,34% al T0 al 77,02% al T1 (p < 0,001). Al follow-up, i punteggi sono rimasti significativamente più alti rispetto al valore basale (70,44%; p < 0,001), nonostante un moderato calo rispetto ai risultati immediatamente successivi alla formazione. Non sono emerse differenze legate al genere.
Conclusioni: la formazione in BLSD basata sulla simulazione sembra efficace nel promuovere sia l’acquisizione delle conoscenze sia la loro ritenzione a medio termine negli adolescenti. Questi risultati sostengono il potenziale valore dei programmi di formazione in BLSD condotti da infermieri nelle scuole secondarie e suggeriscono che la loro integrazione nei programmi scolastici possa rappresentare un’importante strategia educativa e di salute pubblica.
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