Il nursing della “sopravvivenza”: costruire il futuro

Direttivo ANIARTI ANIARTI

Abstract

Il Congresso Nazionale 2017 vuol parlare al futuro; quello prossimo venturo ma anche quello che vorremmo costruire per la nostra idea di infermieristica. Come vogliamo ripensare il ruolo dell’infermiere? Come vogliamo sia la formazione dell’infermiere di area critica, spendibile anche nel futuro e non solo a breve? Quali competenze specialistiche possiamo affrontare e sviluppare? Quale sarà il contributo degli infermieri di area critica nei modelli professionali che vengono proposti? Tanti interrogativi per tavoli di discussione ampi e qualificati che dovranno inevitabilmente incontrarsi e scontrarsi con il contesto attuale e con le visioni divergenti dei tanti attori e dei fruitori del mondo sanitario. Il concetto di futuro è sempre più di “presente”; la vita reale e le turbolenze socio-economiche portano a riformulare velocemente quello che riteniamo il futuro. I ruoli, le competenze, le responsabilità evolvono nel tempo e si costituiscono nel qui ed ora. Tecniche e pratiche una volta esclusivamente di competenza medica diventano competenza di altri operatori, se non addirittura di laici, cittadini malati o loro familiari. La netta distinzione tra medicina e assistenza infermieristica, o tra questa e la riabilitazione è un artificio che
non regge alla prova storica. “Anche i confini rigidamente forzati tra professioni, e addirittura all‘interno della stessa professione, possono causare conflitti e limitare la pratica. Non c‘è il minimo dubbio che i ruoli di tutti i professionisti della salute, compresi quelli dei medici, dovranno essere più flessibili se vorranno essere efficaci.” (WHO Technical Reports series n. 860, Geneve 1996) Conseguentemente al modificarsi della prassi, anche la formazione non dovrà solo stare al passo, ma anticipare le competenze che verranno richieste e, pur nel rispetto dell‘autonomia universitaria, garantire uno standard
qualitativo che la Professione deve avere la coscienza di indicare quale sia. Le Associazioni nazionali degli infermieri ed Aniarti sono promotorici di questo, hanno un ruolo importante nel contribuire a determinare le linee di condotta pubbliche che favoriscano in ogni modo le strategie per la partecipazione attiva della professione infermieristica nella presa di decisioni sui servizi sanitari, nello sviluppo di politiche sanitarie, nel migliorare la qualità dell‘assistenza, nella formazione e nella ricerca infermieristica. Le tante situazioni nuove che si sono create e si creeranno, non possono essere affrontate con idee del passato, il futuro è anche prendere una posizione diversa da visioni antiquate e non più sostenibili di un professionista fermo a stereotipi, affinchè altri possano mantenere la propria immutata visibilità.
Il futuro non è prendere le distanze da questi rigurgiti retrogradi ma percorrere una distanza insieme a chi, invece, sceglie la partecipazione e la normale e necessaria evoluzione delle professioni.
Il futuro sarà definire i livelli di collaborazione, di relazione e interazione dei ruoli e delle responsabilità, che possano velocemente adeguarsi a contesti, modelli organizzativi, situazioni nuove o non preventivabili. Ma come infermieri abbiamo una carta da giocare in più: la nostra natura professionale ci rende più portati al confronto, all’ascolto, al risolvere i problemi, più di quanto non siamo abituati
a pensare. Ma ancora il futuro porterà a nuovi saperi, nuova tecnologia, nuove modalità di comunicazione o comunicazioni più dinamiche, che metteranno sempre più in evidenza le inadeguatezze
istituzionali ma anche i nostri preconcetti o rigidità culturali. Per governare questi cambiamenti è necessaria formazione, studio, esercizio, che non si possono acquisire senza sforzo. Per vivere nel cambiamento servono strumenti critici: il futuro è spendersi sullo sviluppo culturale dei nostri giovani, studenti o professionisti, per accompagnarli verso una sana e disincantata capacità di analisi, di critica e di proposta che gli consenta di porre la basi per far diventare realtà la loro visione di un futuro per la professione, per il sistema salute, per la persona.

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