Analisi del corretto utilizzo del monitoraggio EtCO2 nel percorso emergenza-urgenza ed in terapia intensiva

Nicola Seganti

Abstract

Premessa: in Area Critica la rilevazione dell’EtCO2(CO2 fine espirio-
End Tidal CO2) è considerata un Gold Standard, in relazione alle
raccomandazioni internazionali AARC - Clinical Practice Guideline
del 2011. Vi sono almeno tre momenti principali in cui è raccomandata
la capnometria nel paziente ventilato meccanicamente:
1. Verifica del corretto posizionamento di presidi per la pervietà
delle vie aeree.
2. Analisi della condizione di circolazione polmonare e ventilatoria.
3. Ottimizzazione della ventilazione meccanica.
Materiali e Metodi: lo studio, rivolto al personale infermieristico
dell’Unità Operativa Rianimazione dell’ospedale Maggiore di
Bologna, ha avuto come obiettivo la valutazione dell’adesione alle
raccomandazioni internazionali rispetto la gestione del monitoraggio
EtCO2 ed è stato caratterizzato dai seguenti momenti:
1. Pre-audit: caratterizzato da un periodo di due mesi per fotografare
il comportamento senza attività di reminder;
2. Questionario anonimo rivolto agli infermieri in servizio, con attività
prevalentemente clinica e non più in affiancamento, per
verificare le conoscenze sull’argomento;
3. Attività di reminder attraverso: divulgazione di un video sulla
corretta applicazione dell’EtCO2; presentazione dei dati
emersi dal pre-audit; predisposizione di un poster sull’argomento;
invio per posta elettronica delle principali raccoman-

dazioni in merito all’uso della capnografia e dei links alla documentazione
multimedia predisposta; discussione in merito
all’argomento durante analisi di casi clinici o incontri; IN-ternal-
audit (IN-audit) per valutare l’efficacia dei sistemi di reminder:
verifica dell’adesione successiva alla attività di “sensibilizzazione”
all’argomento, attraverso l’analisi degli indicatori
di processo stabiliti durante la fase di pre-audit.
Risultati: dai dati analizzati, l’attività di reminder ha agito in
modo sensibilmente positivo sul miglioramento di tutti gli indicatori
monitorati.
Conclusioni: lo studio proposto ha dimostrato che è possibile
applicare il modello dell’audit clinico al contesto assistenziale o in
sue piccole parti. L’audit è stato ben accettato dal personale nonostante
un “pre-audit non dichiarato” e questo è segno di maturità del
gruppo di lavoro.
I reminders adottati sono stati efficaci nello stimolare il cambiamento.
Proposta per il futuro potrebbe essere la creazione di un canale
multimediale per “ricordare” le principali attività presenti in reparto
o per descrivere nuove raccomandazioni.
Con tali presupposti auspichiamo che un progetto nato come
argomento di tesi divenga un elemento della normale attività di raccolta
dati per la “qualità delle cure”.
Parole chiave: capnografia, EtCO2, gestione delle vie aeree,
eventi avversi, sistemi di richiamo, audit clinico.
Articolo originale
PERVENUTO IL 28/01/2016
ACCETTATO IL 29/03/2016
Corrispondenza per richieste: Patrizia Ferrari,
patrizia.ferrari@ausl.bologna.it

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